Veloce si sposta fulminea col suo fisichino asciutto e longilineo...
Ogni fibra del suo corpo è sempre pronta e all'erta, con quegli occhietti vispi a cui non sfugge nulla...

La invidio, la invidio tanto... Ora che l'inverno si avvicina e, nonostante il sole si ostini a riscaldarci durante il giorno, io già sento lungo la schiena il brividino dell'aria frizzante.
Non amo il freddo, lo patisco immensamente, tanto da sentirmi a volte come un Lemure trapiantato di botto dal caldo del Madagascar al freddo di un Iceberg della Groenlandia...
Tutto il mio corpo s'irrigidisce e rallenta, come un bradipo mi muovo lentamente per casa... Le idee si accavallano in ordine sparso, gli occhi assumono un aspetto da 2 decimi e la palpebra cala drasticamente...
Il collo scrocchia, la schiena s'ingrippa, mi piego sulle ginocchia e il rumore che fanno le mie rotule equivale a quello di un paio di noci sgusciate...
Penso alla veloce anguilla che si bea della sua leggerezza e agilità e la metterei volentieri in padella...
Io scapperei dall'inverno, emigrerei come fanno gli uccelli verso sud, verso il calduccio che mi fa stare tanto bene.
Ho la convinzione che la mia cicogna abbia avuto il tom-tom guasto quando mi ha depositata qua...

Oppure il Buon Dio s'è dimenticato di aggiungermi nel sangue una qualche proteina anti-freddo... E mi ha fatta pure astemia... Così non posso nemmeno riscaldarmi con il Vin Brulè!
L'unica salvezza è l'imbacuccamento stratificato e progettato con estrema accuratezza: si parte dai calzettoni, passando alla canotta della salute, i mutandoni di lana non ho avuto il coraggio di comprarli, ma tanto la canotta è lunga a sufficienza per coprire abbondantemente anche le terga... E poi maglioncini, coprispalle, golfoni e pantaloni; scarpotte termiche e sottopiedi infilati negli stivali. Perchè i piedi sono i primi che si congelano insieme al naso e non ti fanno più ragionare!
E la sera, nel lettone, infilata sotto ad un piumino d'oca che farebbe invidia alla mia amica, la Principessa sul Pisello, mi grogiolo avvolta in un super pigiamone di caldissimo pail la cui consistenza a detta di mio marito è seconda solo alla lamiera con cui fabbricano le navette spaziali...
Dopo cena, avvolta come Tutankamon in triplice giro nella copertina di lana, allungata sul divano con il caminetto che scoppietta allegramente, riprendo in mano un briciolo di vitalità e ricamo... Pensando al Natale, alle amiche e ai regali...

Il guizzo dell'anguilla si fa sentire e tu capisci che è giunto il momento per iniziare a ricamare anche qualcosa di magico.
E allora...

Ogni fibra del suo corpo è sempre pronta e all'erta, con quegli occhietti vispi a cui non sfugge nulla...
La invidio, la invidio tanto... Ora che l'inverno si avvicina e, nonostante il sole si ostini a riscaldarci durante il giorno, io già sento lungo la schiena il brividino dell'aria frizzante.
Non amo il freddo, lo patisco immensamente, tanto da sentirmi a volte come un Lemure trapiantato di botto dal caldo del Madagascar al freddo di un Iceberg della Groenlandia...
Il collo scrocchia, la schiena s'ingrippa, mi piego sulle ginocchia e il rumore che fanno le mie rotule equivale a quello di un paio di noci sgusciate...
Penso alla veloce anguilla che si bea della sua leggerezza e agilità e la metterei volentieri in padella...
Io scapperei dall'inverno, emigrerei come fanno gli uccelli verso sud, verso il calduccio che mi fa stare tanto bene.
Ho la convinzione che la mia cicogna abbia avuto il tom-tom guasto quando mi ha depositata qua...
Oppure il Buon Dio s'è dimenticato di aggiungermi nel sangue una qualche proteina anti-freddo... E mi ha fatta pure astemia... Così non posso nemmeno riscaldarmi con il Vin Brulè!
L'unica salvezza è l'imbacuccamento stratificato e progettato con estrema accuratezza: si parte dai calzettoni, passando alla canotta della salute, i mutandoni di lana non ho avuto il coraggio di comprarli, ma tanto la canotta è lunga a sufficienza per coprire abbondantemente anche le terga... E poi maglioncini, coprispalle, golfoni e pantaloni; scarpotte termiche e sottopiedi infilati negli stivali. Perchè i piedi sono i primi che si congelano insieme al naso e non ti fanno più ragionare!
E la sera, nel lettone, infilata sotto ad un piumino d'oca che farebbe invidia alla mia amica, la Principessa sul Pisello, mi grogiolo avvolta in un super pigiamone di caldissimo pail la cui consistenza a detta di mio marito è seconda solo alla lamiera con cui fabbricano le navette spaziali...
Dopo cena, avvolta come Tutankamon in triplice giro nella copertina di lana, allungata sul divano con il caminetto che scoppietta allegramente, riprendo in mano un briciolo di vitalità e ricamo... Pensando al Natale, alle amiche e ai regali...


Ma se una luna strana si mette ad occhieggiare sopra ai tetti vicini....